Scarpe primi passi: quando iniziare e quali prendere.

La scelta dell​e ​scarpe primi passi è uno di quegli “appuntamenti” che viene spesso rimandato o preso sotto gamba, talvolta per le difficoltà che comporta la valutazione sia del modello che del momento giusto.

Scarpe primi passi

È opportuno sapere che il piede del bambino, fino ai 24 mesi circa, si può definire “piatto spurio”, ovvero vi è una assenza fisiologica della volta plantare che appare invece “ricca” di tessuto adiposo. La maturazione dei tessuti connettivi, che porterà poi alla comparsa della volta plantare, è un processo che dura mediamente fino ai 7 anni di età, ma non per questo è utile rimandare la scelta delle ​scarpe primi passi.

Ma andiamo per ordine…

Prima domanda: scarpe sì o no?

Non vi è una risposta più corretta dell’altra, ma sicuramente, laddove si opta per il “no” è preferibile che il bambino sia lasciato scalzo, a piedi nudi (ovviamente nei contesti che lo permettono) piuttosto che con strati di calzini che, non solo non stabilizzano la caviglia, ma soprattutto non permettono al piede di sviluppare un’adeguata propriocettività.

I piedi nudi, al contrario, captano informazioni differenti a seconda delle superfici che vengono calpestate: freddo, caldo, morbido, duro, sabbioso…E anche questo è un ottimo modo per conoscere, esplorare il mondo e farne esperienza!

​Seconda domanda: quando acquistare ​scarpe primi passi?

Anche qui non vi è una risposta univoca. Dipende dal singolo bambino e dal suo sviluppo psicomotorio. Sicuramente, però, un buon momento per acquistarle può coincidere con l’emergere dei suoi primi spostamenti in stazione eretta.

​Ultima domanda: qual è la scarpa più adatta ai primi passi del bambino?

La scarpa adatta sarà quella che contiene e stabilizza la caviglia, con una pianta non eccessivamente rigida che richiami lievemente la conformazione della volta plantare e che permetta quindi al bambino di allenare adeguatamente i muscoli del piede nelle sue prime esperienze in stazione eretta.

Le scarpe troppo rigide, infatti, non permettono di sviluppare la propriocettività e non consentono alla muscolatura di lavorare come dovrebbe; costringono un piede in quella posizione, statica, e quasi sicuramente anche scomoda per il bambino, e rendono spesso difficoltosi i passaggi posturali.

La scarpa troppo morbida, al contrario, non contiene la caviglia che, nel momento dei primi passi, viene sollecitata in maniera del tutto nuova e differente; tanto vale, a quel punto, lasciarlo scalzo per lo meno con quei piedini farà conoscenza del mondo attorno a lui!

Dalla mia esperienza e dai feedback delle mamme​ posso dire che una delle marchè migliori di scarpe è la Biomecanics.​ Risponde in pieno alle caretteristiche sopra riportate e permette al bimbo un camminata comoda e confortevole.


Note sull'autore

Giulia Milani

Dottoressa in terapia della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva (TNPEE), mi occupo della terapia e della riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili dalla nascita fino a 18 anni di età.


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