Cura del bambino : Come si svolge la prima seduta di osteopatia pediatrica?

In genere i genitori che contattano un osteopata per il proprio bambino, sia che siano inviati da un pediatra o da un medico, sia che arrivino per passaparola di altri pazienti, non hanno ben chiaro come si svolgerà il trattamento.

In questo articolo percorrerò i momenti salienti della prima seduta per fare chiarezza nei genitori e per essere di supporto anche ai pediatri e ad altre figure professionali con cui spesso ci troviamo a collaborare.

Perché tutti i bambini dovrebbero fare una valutazione osteopatica?

Tutti i tessuti sono dotati di una memoria, ogni cosa resta impressa nel tessuto come una fotografia, il trattamento osteopatico impedisce che questa memoria si strutturi attraverso delle disfunzioni che il bambino mostrerà anche da più grande: ritardi o difficoltà nel rotolamento, nel gattonamento, difficoltà del linguaggio, un’occlusione sbagliata, un atteggiamento scoliotico, disturbi della vista, un disallineamento delle spalle o del bacino, ginocchia valghe/vare, piede piatto ecc.

Se durante la gravidanza la mamma soffre di lombalgia, sciatalgie, tensioni addominali è molto probabile che tutte le strutture coinvolte non riescano a compensare le richieste di un continuo adattamento dato dalla crescita del feto.

Il bacino non si predispone nella migliore condizione per affrontare il parto e ciò può provocare compressioni anomale e asimmetriche al futuro neonato ancora prima di nascere.

Anche un parto con un travaglio più lungo del normale o con delle complicazioni (forcipe, ventosa, presentazione podalica, ossitocina) può sottoporre il futuro nascituro ad asimmetrie craniche e facciali, plagiocefalie, torcicollo, ecc.

Consigli per i genitori al primo appuntamento osteopatico

Sarebbe opportuno, nel caso in cui non sia un neonato ma un bambino di oltre due anni, che il genitore parli al proprio figlio della visita che andrà a fare e del trattamento dolce che potrà ricevere in più zone del corpo, senza sentire dolore, in modo da non coglierlo impreparato.

Anamnesi

Durante la visita si faranno domande mirate sul concepimento, sulla gravidanza (eventuali problematiche, situazioni stressanti durante i 9 mesi) il travaglio, il tipo di parto, eventuali complicazioni che saranno utili per comprendere poi tensioni a livello del cranio del bambino, utilizzo di stimolazioni tipo ossitocina, apgar del neonato, eventuali giri di cordone ombelicale, i ritmi del nascituro: come e quanto dorme, quali posizioni preferisce o rifiuta, com’é la sua suzione? Mantiene una posizione preferenziale della testa? Se ha avuto un trauma, se é caduto.

In caso di bambini più grandi spesso mi rivolgo a loro chiedendo: cosa posso fare per te? In questo caso entrerò subito in relazione ed empatia con loro.

I bambini piccoli sentono, percepiscono, se le nostre mani sono sicure ed il nostro tocco è avvolgente. Prima di iniziare la seduta spiego ai genitori cosa andrò a fare per renderli sereni e nello stesso partecipativi, nel caso servisse, con qualche gioco, qualche coccola.

La cosa importante per i bambini è la qualità della presenza dell’osteopata perché, se a volte con un adulto possiamo distrarci, con i bambini non è possibile, nel momento in cui il bambino percepisce che siamo mentalmente altrove, vorrà scendere dal lettino, sarà poco collaborante.

Valutazione

La valutazione iniziale sarà visiva: un bambino ci fa vedere cosa non funziona già dalla sua postura sul lettino: postura asimmetrica del tronco, rotazione preferenziale della testa, asimmetria del cranio, forma allungata o appiattita in alcune zone del cranio, asimmetria facciale, posizione delle manine (pugni serrati o dita rilassate) .

Per entrare in relazione con il bimbo inizio a relazionarmi con i suoi piedini, il bacino per arrivare solo dopo alla sua testolina, é un modo per farsi conoscere ed accettare dal paziente, rispettando i suoi tessuti e le sue strutture anatomiche e nello stesso tempo di sentire le tensioni e gli stress dei suoi tessuti.

Trattamento

In osteopatia pediatria si utilizzano una serie di tecniche tra cui un approccio cranio-sacrale, ovvero un metodo gentile, non invasivo ma molto efficace.

La scelta delle tecniche e la loro esecuzione dipendono molto da quanto l’osteopata abbia sentito nei suoi tessuti, dal tipo di trauma che il neonato abbia riportato: si valuteranno eventuali tensioni della colonna vertebrale, si valuterà il movimento delle ossa del cranio.

A volte, quando l’osteopata controlla il ritmo cranio-sacrale con entrambe le mani, non si comprende cosa stia facendo, ma in realtà attraverso manovre molto dolci (la forza non supera i 5 grammi) sta riequilibrando il cranio con il sacro.

Le tecniche utilizzate non fanno loro alcun male: durante il trattamento i bambini liberano le loro emozioni, possono piangere inizialmente, specialmente se le tensioni e lo stress nel loro corpo sono molto importanti, ma una volta rilassate e liberate quelle tensioni si rilassano e/o si addormentano.

L’intenzione è quella di ripristinare l’integrità strutturale e la continuità dei fluidi, solo allora il corpo potrà mettere in atto il suo potere d’autoguarigione. In generale la possibilità di curare sin dalla primissima infanzia malformazioni, scompensi della struttura ossea e disfunzioni dell’apparato membranoso e legamentoso può evitare anche lunghi percorsi di cura una volta adulti.

Tempo di trattamento

Una seduta può variare dai 30 ai 50 minuti a seconda se si tratta di un primo appuntamento o un controllo, e a seconda della disponibilità e sensibilità del bambino.

Un neonato può essere trattato anche mentre viene allattato al seno o al biberon, o tra le braccia della mamma.

Nel caso di un bimbo tra i 6 mesi ed i 5 anni ci si adatterà a trattarlo utilizzando tutte le strategie che funzionino: si ricorrerà al racconto di una storia, alla lettura di un libro, all'utilizzo di un gioco ( tipo puzzle o altro) , ovviamente é preferibile evitare cellulari ecc. per non iperstimolarlo troppo..

Il ritmo della seduta sarà dettato ovviamente anche dai tempi del bambino.

Numero di sedute

Non esiste un protocollo osteopatico ben preciso, ma sarà valutato in base alla tipologia e severità del problema presente nel bambino.

Un disturbo digestivo o problematiche collegate ad irritazione e nervosismo migliorano nel giro di qualche seduta, in caso di asimmetria cranica, plagiocefalia o torcicollo congenito le sedute superano le 3 volte.

In linea generale le sedute possono variare dalle 3 alle 6/8 intervallate tra loro da periodi che, inizialmente, variano da una settimana a 15 giorni, per poi passare ad incontri mensili.

E’ importante, quando si collabora con il pediatra, relazionarsi con lui per monitorare la situazione iniziale e tutti i successivi miglioramenti fino alla scomparsa dei disturbi.

Reazioni post-trattamento

Le reazioni possono essere variabili, spesso in seguito al trattamento, il neonato/bambino può essere molto più rilassato e dormire di più, in altri casi può mostrare una eccessiva energia che va pian piano diminuendo nelle ore successive.

Nel caso in cui il bambino abbia molte tensioni, presenti anche da diverso tempo, può accadere che, dopo il primo trattamento, nelle 24 ore successive sia più nervoso, questo perché in una sola seduta non si sono potute risolvere tutte le problematiche presenti, ma occorrerà qualche trattamento in più per ottenere un maggior equilibrio e rilassamento del suo corpo.

Conclusione

L’osteopatia pediatrica rappresenta una concreta e reale possibilità di medicina preventiva, molte problematiche che si sviluppano nell’adulto possono derivare da un trauma alla nascita che é stato trascurato. Grazie alle molte collaborazioni che sono nate e tuttora stanno nascendo con l’osteopatia negli ospedali di varie regioni d’Italia, ma anche privatamente tra più figure professionali come il pediatra, l’ostetrica, il logopedista… si possono ottenere dei risultati importanti in termini di benessere dei bimbi e di sostegno per i neo-genitori.

Un personale ringraziamento a tutte le figure professionali con cui ho iniziato da tempo una collaborazione, tra cui la dottoressa Carnevali, sin dall’inizio disponibile ed attenta all’interazione tra pediatria ed osteopatia per il benessere dei bimbi.

Se non ti è chiaro qualcosa, hai domande per la dottoressa Nardocci o vuoi dirci cosa ne pensi, commenta qui sotto!

Note sull'autore

Silvia Nardocci

Dottoressa Silvia Nardocci specializzata in osteopatia per bambini ed adulti, fisioterapia, rieducazione posturale globale, terapia cranio-sacrale Upledger, riceve per appuntamento a Latina e a Roma.

  • Dania ha detto:

    Salve, in un bimbo di un anno è possibile correggere ancora esteticamente un’asimmetria del cranio? Grazie.

    • Silvia Nardocci ha detto:

      Buongiorno bisogna valutare il tipo di distorsione del cranio, l’apertura o meno della fontanella anteriore, comunque è importante vedere se questa asimmetria ha creato tensioni e compensi posturali nelle tappe motorie, nello sviluppo del viso e della mandibola, ecc. quindi le consiglio una consulenza osteopatica.

  • Mary ha detto:

    Salve, mia figlia5 anni e mezzo, ha sofferto di reflusso dall’età di 4 mesi… risolto verso l’anno di età, non ha mai pianto per mangiare nemmeno a pochi giorni, anzi non cercava mai il cibo…viso allungato, malocclusione dentaria e in seguito intervento di adenoidi e tonsille xchè non respirava più ed andava in apnea, cresce poco di peso da sempre, ha camminato a 17/18 mesi, primo dente a 17 mesi… molto lenta in tutto quello che fa ma solo fisicamente… raggiunge tutti gli obiettivi proposti ma impiega un po’ di più rispetto ai bambini della sua età… cosa può dirmi a riguardo? Gravidanza cominciata con un piccolo distacco assorbito entro la dodicesima settimana… crescita fetale poca ma continua, nata a 39 settimane di 2.980Kg indice apgar non segnato.
    Seconda figlia tre anni e mezzo caratterialmente più vispa della prima, molto nervosa, dentizione cominciata a 10 mesi e mezzo, mai avuto problemi di alimentazione, camminato a 19 mesi quasi, rimasta seduta da sola a ben 10 mesi. Ottima
    Proprietà di linguaggio, problemi solo a pronunciare la S e la Z perché mette là Longo antra i denti.
    Cosa ne pensa? Grazie mille per la sua risposta


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