Malocclusione dentale: sintomi e come risolverla

La malocclusione è un alterato rapporto tra gli elementi dentali e/o le basi ossee (mascellare superiore e mandibola) che li contengono. Rappresenta uno dei problemi più comuni che colpiscono la cavità orale, insieme a carie e gengiviti .(1)

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Studi condotti in Cina(2) e in Brasile(3), hanno evidenziato risultati sovrapponibili: l’85% dei pazienti presi in esame tra i 3 e i 12 anni è affetto da malocclusione, e più del 50% presenta malocclusione in dentizione decidua(denti da latte)(4,5) che subisce un peggioramento in dentizione mista e permanente (6,7), soprattutto in assenza di trattamento precoce(3, 8,10).

è di fondamentale importanza, dunque, essere a conoscenza dei segni e sintomi associati alla malocclusione, per poter individuare, intervenire e rimuovere le cause scatenanti.

Si parla di occlusione ideale, quando i denti dell’arcata superiore sono esterni rispetto a quelli dell’arcata inferiore e coprono gli anteriori di circa un 1/3. I denti devono entrare in contatto tra loro con l’antagonista in un rapporto di 2:1.

 Ad un’occlusione ideale deve corrispondere anche un profilo ideale.

Diagnosi di malocclusione

Quando i rapporti dentali, scheletrici ed estetico- funzionali non corrispondono all’ideale siamo in malocclusione, valutata nei tre piani dello spazio:

Sagittale:

MALOCCLUSIONE DI II CLASSE

Si ha un’avanzamento del mascellare superiore o dei denti dell’arcata superiore, rispetto all’arcata inferiore, a volte associato a un profilo convesso.

MALOCCLUSIONE DI TERZA CLASSE

Si ha un’avanzamento della mandibola rispetto al mascellare superiore , profilo concavo .

MALOCCLUSIONE DI I CLASSE

Situazione ideale sul profilo , ma sono presenti alterazioni  in verticalità o trasversalità ( affollamento , rotazioni o malposizioni etc ..)

Verticale:

MORSO APERTO ( OPEN BITE)

Il mancato contatto tra i denti superiori e inferiori , in zona anteriore o laterale.

MORSO PROFONDO( OPEN BITE)

Quando i denti dell’arcata superiore ricoprono eccessivamente i denti inferiori .

Orizzontale:

SCISSOR BITE ( o morso a forbice )

Quando i denti dell’arcata superiore sono molto vestibolarizzati rispetto all’ inferiore .

SCISSOR BITE ( o morso incrociato)

Quando i denti dell’arcata inferiore sono più esterni  dell’arcata superiore.

Sottoporsi ad una visita odontoiatrica specialista, nella quale il clinico possa valutare lo stato di salute generale della bocca e i rapporti tra le due arcate, è l’unico modo per effettuare una corretta diagnosi di malocclusione e definire il piano di trattamento più idoneo per l’eventuale condizione patologica.

Cause e sintomi della malocclusione

La malocclusione può verificarsi già a partire dai tre anni di età, quando l’eruzione dei denti decidui è completa. E’ una condizione multifattoriale, tra le varie cause si riconoscono:

  • Fattori funzionali (9,11): respirazione orale, deglutizione atipica, masticazione incongrua;
  • Fattori ereditari : cause genetiche, etnia;
  • Fattori traumatici : estrazioni dentali, traumi dentali , carie, bruxismo , danni iatrogeni;
  • Fattori ambientali : parto traumatico ( cesareo o con forcipe o ventosa) , allattamento artificiale , cibo morbido, abitudini viziate (uso del ciuccio , biberon, succhiamento del dito o del labbro inferiore, onicofagia, mordicchiamento dei tappi o delle penne) e uso di strumenti a fiato, etc..;

I sintomi associati possono essere diversi e di diversa entità :

  • masticazione insufficiente(2);
  • alterazioni del linguaggio(2);
  • crescita alterata delle ossa del cranio;
  • problemi di natura estetica;
  • riduzione della salute orale e della qualità della vita(10,14);
  • problemi posturali (ad es. cervicalgie)(16) ;
  • cefalee(13);
  • disturbi temporo-mandibolari(13);
  • acufeni;
  • vertigini;
  • otiti ricorrenti(12), etc.

A volte sono così aspecifici e non dipendenti dalla gravità della malocclusione che spesso non vengono associati a quest’ultima. Il distretto cranio facciale e cervico-sacrale, così come quello podalico, sono altamente influenzati e influenzabili tra loro, da poter avere sintomi dislocati e/o assenti, con situazioni di compenso adattative in altri distretti corporei . Per questo la terapia deve essere di tipo multidisciplinare (9,11,12) (ortodontista, otorino, osteopata, pediatra, logopedista etc), viste le numerose concause dello sviluppo della malocclusione.

Il ruolo dell’odontoiatra sarà quello di valutare lo stato di salute generale e orale del paziente, studiare l’apparato stomatognatico in statica e dinamica, esaminare i tessuti molli e l’estetica, richiedere esami radiografici necessari per la valutazione completa del caso ed ascoltare le esigenze del paziente (o dei genitori) , ed investigare possibili abitudini viziate passate o presenti, traumi importanti e eventuali fattori predisponenti la malocclusione per poter decidere l’approccio più indicato per il tipo di malocclusione in esame e per l’età del paziente.

La terapia può essere:

  • Intercettiva, quando l’approccio terapeutico è precoce ed ha come obiettivo l’eliminazione dei fattori prognostici sfavorevoli causa di malocclusione. In particolare le funzioni alterate e le abitudini viziate, come succhiamento, biberon etc., gestione degli spazi in caso di perdita precoce dei decidui (17) . E’ importante che la terapia ortodontica sia anche associata all’attività professionale di altri specialisti quando ritenuto necessario.
  • Ortopedico - funzionale, si interviene nella risoluzione degli aspetti estetico funzionali della malocclusione, attraverso dispositivi mobili o fissi (espansori) che intervengono direttamente nella modifica delle basi ossee.
  • Ortodontica, quando la risoluzione della malocclusione avviene con dispositivi fissi (brakets), agendo solo sulla posizione dei denti, e non sulle basi ossee (dai 12 anni). A volte ciò può comportare la necessità di escamotage terapeutici come estrazioni di denti o utilizzo di elastici extraorali, per permettere l’allineamento dentale.
  • Ortodontico- chirurgica: intervento combinato di ortodonzia fissa e chirurgia ortognatica, in cui si modifica la posizione dentale e scheletrica in soggetti adulti con malocclusioni gravi (dai 18 anni).

Una terapia precoce, che miri alla rimozione delle cause principali e i fattori predisponenti, permette una risoluzione più veloce e favorevole della malocclusione, riducendo o eliminando completamente il rischio di dover trattare il paziente con procedure terapeutiche più invasive e durature, con le controindicazioni del caso, evitando lo sviluppo o il peggioramento della malocclusione (8,9,15).

Per poter agire in modo ottimale e duraturo sulla malocclusione è necessario comprendere l’importanza che i fattori ambientali e funzionali svolgono nello sviluppo della malocclusione ed agire su di essi.

L’approccio più indicato in tal senso è l’uso di dispositivi indirizzati al miglioramento delle funzioni neurovegetative (masticazione, deglutizione e respirazione), principale causa di malocclusione, stimolando in modo attivo e favorevole ognuna di esse, fino al completo ripristino.

Ciò è possibile grazie ad apparecchi funzionali (dispositivi elastodontici), morbidi e mobili. La loro forma e il loro materiale permettono di poter essere utilizzati precocemente nella risoluzione della malocclusione ( dai 3 anni), agendo sulla eliminazione delle cause primarie, secondo il principio di forma e funzione.

La morfologia secondo cui il dispositivo è progettato permette di modificare la posizione della lingua, intervenendo sulla deglutizione atipica e di agevolare la respirazione nasale. Permette anche il riequilibrio dell’azione muscolare, grazie ad una “ginnastica attiva”, e il ripristino delle funzioni permette lo stimolo corretto di crescita sagittale, verticale e trasversale delle arcate e delle basi ossee e l’allineamento dentale.

E’ dunque ideale effettuare i primi controlli odontoiatrici, allo spuntare dei primi dentini (intorno ai 6 mesi) per poter monitorare la salute dentale, la crescita e lo sviluppo del cavo orale e cranio facciale. Fondamentale è l’approccio precoce per monitorare i possibili fattori predisponenti, poter informare attivamente i genitori dei pazienti e permettere loro la comprensione del problema e le abitudini corrette da mettere in pratica (come l’allattamento al seno, la masticazione dei cibi duri) e della necessità di collaborare anche con altri specialisti.

Prevenire è meglio che curare!

Dr.ssa Girgia Bernardis


  1. Dhar V, Jain A, Van Dyke TE, Kohli A. Prevalence of gingival diseases, malocclusion and fluorosis in school-going children of rural areas in Udaipur district. J Indian Soc Pedod Prev Dent.
  2. Zhifei Zhou, Fen Liu, Shuning Shen, Linjuan Shang, Lei Shang, Xiaojing Wang.Prevalence of and factors affecting malocclusion in primary dentition among children in Xi’an, China.
  3. Thiene Silva Normando, Regina Fátima Feio Barroso, and David Normando . Influence of the socioeconomic status on the prevalence of malocclusion in the primary dentition.
  4. Chevitarese AB, Della Valle D, Moreira TC. Prevalence of malocclusion in 4-6 year old Brazilian children.
  5. Normando TS, Barroso RF, Normando D. Influence of the socioeconomic status on the prevalence of malocclusion in the primary dentition.
  6. Bishara SE, Khadivi P, Jakobsen JR. Changes in tooth size-arch length relationships from the deciduous to the permanent dentition: a longitudinal study.
  7. Onyeaso CO, Isiekwe MC. Occlusal changes from primary to mixed dentitions in Nigerian children.
  8. Xinhua Zhiu, Ying Zhang, Yan Wang, Hao Zhang, Li Chen and Yuehua Liu. Prevalence of malocclusion in 3- to 5- years old children in Shangai, China.
  9. C. Grippaudo, E.G. Paoloantonio, G.Antonini, R.Saulle, G.La Torre, R.Deli. Association between oral habits, mouth breathing and malocclusion
  10. Joana Ramos-Jorge, Thiago Motta, Leandro Silva Marques, Saul Martins Paiva, Maria Letícia Ramos- Jorge. Association between anterior open bite and impact on quality of life of preschool children.
  11. Maria Christina Thomè Pacheco, Bruna Santos Fioritt, Nathalia Silveira Finck, Maria Teresa Martins de Araùjo. Craniofacial changes and symptoms of sleep-disordered breathing in healthy children.
  12. E. Bernkopf, A. Lovato, G. Bernkopf , L.Giacomelli, G. De Vincentis, F.Macrì, C. De Filippis. Outcomes of Recurrent Acute Otitis Media in Children Treated for Dental Malocclusion: A Preliminary Report.
  13. F.Bilgic, E.Gelgor. Prevalence of Temporomandibular Dysfunction and its Association with Malocclusion in Children: An Epidemiologic Study.
  14. Roberto Cuchiara Simões, Marília Leão Goettems, Helena Silveira Schuch, Dione Dias Torriani, Flávio Fernando Demarco. Impact of Malocclusion on Oral Health-Related Quality of Life of 8-12 Years Old Schoolchildren in Southern Brazil.
  15. K. Nimri, A.Richardson.Interceptive orthodontics in the real world of community dentistry.
  16. AM. CUCCIA.Interrelationships between dental occlusion and plantar arch.
  17. N. Karaiskos, W. Wiltshire, O. Odlum. D. Brothwell, Th Hassard. Preventive and interceptive orthodontic treatment needs of an inner-city group of 6- and 9-year-old Canadian children.
Note sull'autore

Dr.ssa Giorgia Bernardis

Laureata in odontoiatria e protesi dentaria all’Università Cattolica del Sacro Cuore . Lavora a Latina e Roma, si occupa di odontoiatria pediatrica e ortodonzia.

  • edoardo ballanti ha detto:

    Grazie mille per questo articolo che mi ha reso chiare molte cose!


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